2000: “Che tempo che fa” – Gianfranco Fini   Leave a comment

“Che tempo che fa” è un talk show in onda durante il prime-time di Rai3 nel fine settimana. Gli autori sono Fabio Fazio, Pietro Galeotti, Riccardo Pifferi e Marco Posani. La regia è di Enrico Rimoldi. Ogni puntata propone due interviste a personaggi politici o dello spettacolo, le previsioni del tempo e uno sketch comico. Lo share medio della trasmissione è del 14%: causa ed effetto dell’utilizzo di un linguaggio medio-alto da parte del padrone di casa, Fabio Fazio. L’intervistatore è un giornalista, ma anche conduttore di diverse trasmissioni di intrattenimento, cosa che lo rende più ‘istrione’, come lo definisce il responsabile del programma Loris Mazzetti. Tra le varie trasmissioni di Fazio, considerato l’erede naturale di Enzo Biagi, vi è anche “Banane”, programma su TMC del ’90.

Il 29 gennaio 2006 il politico ospitato da Fabio Fazio è Gianfranco Fini, allora vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri.

Fazio riconosce subito la veste istituzionale dell’ospite: “Presidente di Alleanza Nazionale, Ministro degli affari esteri, Vice Presidente del Consiglio dei Ministri: Gianfranco Fini!”

Dopo i convenevoli Fabio Fazio espone subito la sua contrarietà alla normativa sulla par conditio, ma sempre coi suoi modi da finto ingenuo: “Sono contento che ci sia lei, ma in particolare poi dico, le faccio sapere che pareggio: quattro del centro-sinista e quattro esponenti del cento-destra. Facciamo una brutta vita noi, sa? Dobbiamo tenere conto di tutti quelli che vengono qua. Se lei mi cambia schieramento?”

Il conduttore finge di voler mettere a proprio agio il suo ospite, complimentandosi per i suoi nuovi occhiali. In realtà Gianfranco Fini vuole presentarsi come “uomo del fare” e non come “vedette”, per questo tale complimento è in realtà malizioso.

Fazio comincia quindi l’intervista vera e propria. Insieme all’ospite tratta della vittoria in Palestina del gruppo integralista Hamas, il cui leader politico ha paventato la possibilità di introdurre la sciaria, il fondamento della legge islamica, come fonte primaria del diritto  perla Palestina

Si passa quindi a parlare della guerra in Iraq. Fazio esordisce “se è possibile, anche se mi rendo conto che argomenti così importanti rischino di diventare banali in così poco tempo ma ci proviamo… Questa guerra, che è giusto ricordare è stata fatta per cercare delle armi chimiche che poi non c’erano e probabilmente si sapeva che non c’erano fin dall’inizio, come disse Hans Blix proprio qui l’anno scorso in questa trasmissione, insomma una guerra che è stata fatta con un obbiettivo e che è finita come è finita.. insomma una situazione certamente non meravigliosa”.

Lo stile di Fazio è chiaramente provocatorio nascosto sotto una parvenza di ingenuità e bonaria.

Fini infatti si indispettisce e chiede: “la domanda?” e Fazio risponde prontamente: “La domanda è: Secondo lei era giusto farla?

Fini, particolarmente contrariato, replica: “io sono convinto che chi ha nostalgia di Saddam Hussein può fare la domanda che mi ha fatto lei”.

È interessante notare come il Ministro degli Esteri cerchi di eludere la domanda, provocando il giornalista che non certamente un’Opponente ma comunque rimane un non-Aiutante.

Fazio cambia poi discorso e entra in merito alle prossime elezioni: “parliamo di cose più facili, cioè di casa nostra, le elezioni. C’è il tridente. Io non ho capito..chi diventerà Primo Ministro se dovesse vincere il centro-destro, il presidente Casini ha detto chi prende più voti, ma Berlusconi lo sa?”

Fini rivela quindi di aver compreso appieno il ruolo interpretato da Fazio e afferma: “Lei fa finta di non capire ma ha capito benissimo!”

Fazio deve quindi tornare nei registri istituzionali e domanda: “Senta Ministro. In molti l’hanno magnificata per la svolta di Fiuggi, per le sue posizioni liberali.,addirittura sulla fecondazione assistita  poi è arrivata questa legge sulle droghe che equipara le droghe pesanti alle droghe leggere, ma lei quale dei due è?”

Fini replica: “Io credo di avere tanti difetti ma l’unico pregio che mi attribuisco da solo è un minimo di coerenza nei confronti di una questione come quella della lotta contro la droga ho sempre avuto una sola posizione che è molto semplice: non c’è la droga buona e quella cattiva, quella pesante e quella leggera. c’è la droga, e siccome fa male tutta. Lo stato non può lavarsene le mani , non può dire drogatevi pure io guardo da un’altra parte.  lo stato ha il  dovere di prevenire, ha il dovere di recuperare i tanti tossico-dipendenti, perché se qualche famiglia ha la tragedia di un tossico-dipendente mi sta ascoltando capisce perfettamente cosa voglio dire e poi io non ho difficoltà a dirlo lo stato ha il dovere di reprimere duramente lo spaccio perché lo spacciatore da la morte”.

Fini è l’uomo del fare, coerente, e che parla con un linguaggio ad effetto.

Fazio torna a interpretare il suo ruolo di finto-ingenuo che in realtà arriva dritto alla questione: “.la mia domanda è più banale. quindi equiparare tutti i tipi di droga, nessuno è mai morto per l’hashish o la marjuana mentre si muore per altri tipi di droga. Si muore molto di più per il fumo che lo Stato vende. per l’alcol che si compra tranquillamente. L’equiparazione delle droghe leggere con quelle pesanti  non rischia di essere pericoloso al contrario (…) le faccio una premessa, per mettere le mani avanti, di ciò non ne capisco niente, io sono di celle ligure e non c’è la droga non mi sono mai fatto uno spinello nella mia vita, lei si è fatto mai uno spinello?”

Fini risponde: “Si e sono stato rimbecillito per due giorni, e non ho difficoltà a dirlo”.

Questa risposta è particolarmente interessante poiché mostra come un personaggio, così formale come Gianfranco Fini, sia disposto a umanizzarsi e a raccontare una sua esperienza personale, anche se con lo scopo di ammonire.

Dopo una dissertazione sulla nuova normativa concernente l’uso e lo spaccio di droga Fazio pone un’interessante domanda: “senta quando potrà accadere secondo lei che in Italia si riesca a parlare di politica e anche che si possa avere una convivenza più serena senza parlare più di fascisti e comunisti?”

Le ideologie sono davvero finite e averne delle reminescenze è esclusivamente un difetto. Si pone quindi la questione dei simboli poiché nel simbolo di An c’era ancora la fiamma. Fazio domanda: “quella invece che memoria è?”

Fini replica: “beh è il simbolo del vecchio movimento sociale, il congresso del partito se decide e quando deciderà farà il restailing del simbolo”.

L’intervista si conclude con la richiesta di una previsione sull’esito delle elezioni: “Secondo lei chi vince ma soprattutto chi vince quanto dura?”

Interessante la risposta di Fini: “Se vince il centro sinistra si ripete la storia, vale a dire dura poco perché c’è una fortissima contrapposizione di programma con la sinistra radicale, se vince il centro-destra abbiamo già governato, credo che si possa dare garanzia di governar per altri cinque anni”.

Le elezioni saranno vinte dal centro-sinistra guidato da Romando Prodi che dovrà però dimettersi nel giro di due  anni.

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Pubblicato 19 maggio 2011 da maialottersberger in Uncategorized

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